Titolo: Gallipoli, l'erosione divora il litorale A rischio la spiaggia della 'Purita''
Data: 10/04/2018 Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it
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Gallipoli, l'erosione divora il litorale A rischio la spiaggia della 'Purita''

News: Scelta dal colosso delle vacanze Alpitour per la copertina di un suo catalogo, da Conad per uno spot dei suoi supermercati, da Sky come scenario nella sigla del format culinario «Quattro Ristoranti», la spiaggia della Purità, interessata da un’erosione a quanto pare senza precedenti, è la spina nel cuore dei gallipolini. Il gioiello naturalistico incastonato tra i bastioni del centro storico di Gallipoli, rimasto intatto per secoli, resistendo a tempeste e maree, sembra essere stato messo in pericolo dalla mano dell’uomo. Una mano “maldestra”, a sentire i cittadini che giorni fa hanno animato un corteo contro i lavori del Genio civile additati come causa della perdita di un pezzo d’arenile divorato dalla risacca. Opere che in molti giudicano troppo invasive, spropositate. Tanto pesanti da deturpare, con la creazione di una robusta massicciata ai piedi delle antiche mura urbiche, uno degli scorci più fotografati dai turisti e più amati dalla gente del posto. Un vero e proprio luogo della mente.

Un effetto contrario

Va detto che, ad oggi, il rapporto causa-effetto tra il pur massiccio intervento a protezione dei bastioni e l’erosione della spiaggia non è stato dimostrato da studi specifici. Ma il fatto che decine di metri quadrati di sabbia siano spariti nelle settimane successive alla conclusione dei lavori, induce i residenti a pensare che tra le due cose vi sia un nesso di causalità. Se così fosse ci si troverebbe di fronte a un autentico paradosso: un costoso intervento pubblico che, concepito per proteggere il borgo antico dall’insidia del mare, avrebbe, invece, sortito l’effetto contrario, provocando danni alla cinta muraria dove ora si infrangono le onde. A frenare il moto ondoso, infatti, non c’è più la battigia, scomparsa, si presume, per effetto delle correnti modificate dalle opere a mare. Lavori costati un milione e 654mila euro e svolti sotto il coordinamento del Provveditorato interregionale delle opere pubbliche del Ministero delle Infrastrutture, ma che hanno destato non poche perplessità nella popolazione locale, sin da quando, sul versante di Scirocco, furono posate decine di frangiflutti in cemento che, affiorando dal mare blu come improbabili isolotti grigi e piatti, fecero gridare allo scempio.

I commenti indignati

Sui social non mancano foto e commenti indignati, accesi dibattiti e discussioni sul ruolo della Soprintendenza e, più ancora, sulla necessità di trovare un punto di equilibrio migliore tra le esigenze di salvaguardia dei bastioni e quelle altrettanto importanti di tutela della bellezza e del paesaggio. I lavori, tuttavia, sono proseguiti in base ad un progetto nato alla fine degli anni ‘90, definito dai tecnici dopo il 2000, passato sotto il naso di varie amministrazioni comunali senza che dalla sfera politica partisse la minima obiezione. Anche l’attuale governo cittadino, guidato dal sindaco Stefano Minerva, si è affrettato a sfilarsi da ogni responsabilità, spiegando come l’elaborato tecnico sia stato «approvato con una vecchia normativa che non prevedeva il coinvolgimento dell’amministrazione comunale all’epoca dei fatti»...(continua)


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