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LA CITTA' VECCHIA

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BASILICA CATTEDRALE DI S.AGATA (Sec.XVII)

Questo insigne monumento sacro fu costruito nella prima metà del XVII sec. da maestranze gallipoline su disegno dell’arch. Giovan Bernardino Genuino. Esibisce una facciata  in carparo locale che rappresenta un esempio unico, in Gallipoli, di barocco alla leccese espunto da canoni decorativi che l’architetto Giuseppe Zimbalo aveva felicemente sperimentato in trenta anni di frenetica applicazione in monumenti della provincia e di Lecce in particolare, col risultato di riuscire ad equilibrare e ad armonizzare gli elementi dorici classici preesistenti con partiture dal fastoso fraseggio barocco, realizzato con l’inserimento, accanto alla granulosa e tufigna pietra locale, della duttile e compatta pietra leccese.
Il suo interno si sviluppa su tre navate scandite da un colonnato in carparo con elegante e sobrio decoro ad intaglio della pietra, mentre trionfano i differenti piani di colore, dalle rutilanti dorature delle cornici lignee, finemente intagliate, all’ esuberante cromatismo delle enormi tele e dei pregiati marmi.
Trionfa il colore degli oltre 700 mq. di tele dipinte tra ‘600 e ‘700 da una schiera di artisti locali e napoletani tra i quali vanno segnalati i gallipolini Giovan Domenico Catalano (Madonna delle Grazie - quarto altare della navata di sinistra) e Giovanni Andrea Coppola, uno dei maggiori rappresentanti della scuola pittorica pugliese del XVII secolo (S. Francesco di Paola e Visita dei Re Magi -secondo e terzo altare della navata di sinistra- S.Agata -altare del transetto- S.Oronzo, Assunta e Anime purganti -primo secondo e terzo altare della navata di destra.

 

TORRE CIVICA DELL’OROLOGIO
Tra il 1704 ed il 1712 fu costruita la nuova torre dell’orologio, accanto alla Basilica Cattedrale sulla piazza detta dell’orologio, poi battezzata col nome di Dante Alighieri ed oggi conosciuta come piazza Duomo.
Gallipoli - Cattedrale di S. Agata
Nel 1746 la torre venne sopraelevata di un altro piano e vi fu collocata la campana fusa dal mastro gallipolino Leonardo De Mitri, aggiunta a quella esistente di mastro Ragonese Patitari fusa nel 1514. Le opere murarie furono eseguite da mastro Domenico Toma da Copertino e gli stucchi da mastro Giuseppe Centolanze da Nardò, ambedue accasatisi in Gallipoli.
Non conserva più l’antico macchinario costruito dal mastro orologiaio napoletano Giuseppe Barletta, che risulta sostituito nei primi anni del ‘900. Le imprese della città rilevate in stucco furono realizzate nel sindacato del nobile Sancio Rocci sul finire del XVIII secolo.

PALAZZO DEL SEMINARIO
A compiere l’idea, espressa nel 1624 da Mons. De Rueda della costruzione di un Seminario diocesano secondo le prescrizioni dettate dal Concilio di Trento, fu il vescovo Serafino Brancone grazie alla devoluzione a tale scopo delle disposizioni testamentarie dettate dal sacerdote Biagio Sansonetti per la fondazione di un Istituto per le Scuole Pie in Gallipoli. Alla costituzione del Seminario contribuì il Comune con l’istituzione di un’annua pensione di 300 ducati e la devoluzione dei beni appartenuti alla soppressa abbazia basiliana di S.Mauro.
Il 16 marzo 1752 si pose la prima pietra di costruzione ad opera di mastro Adriano Preite da Copertino cui si attribuiscono anche i disegni di progetto. L’opera risulta compiuta nel 1756 ed ufficialmente inaugurata nel 1760 da mons. Ignazio Savastano che ne aveva affidato la direzione al fratello, il Padre gesuita Francesco Saverio.
Il fronte del seminario realizzato in carparo esibisce modanature e fregi della elegante finestratura barocca replicati negli stessi anni nel primo ordine del palazzo Doxi.
All’interno conserva la semplice ed austera cappella dedicata alla Vergine Immacolata con il bel dipinto dell’altare realizzato dal pittore murese Liborio Riccio che dipinse anche un S.Luigi e di S.Francesco Saverio. Nel Seminario ebbe sede per qualche tempo fino al 1898 il museo comunale di Gallipoli.

Testi di : Elio Pindinelli - Foto Lorenzo & Antonio Milano

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